Come connettersi a internet dall’estero

Il mondo ora è sempre più vicino a te! Come connettersi a internet quando sei all’estero.

Al giorno d’oggi non possiamo fare a meno del nostro portatile, iPad, Iphone etc.. che perfino durate le (tue) vacanze lo portiamo appresso per consultare le email, o per telefonare tramite skype a parenti ed amici.

Ma quali sono le soluzioni per risparmiare quando siamo all’estero? La cosa più importante è consultare le varie offerte dei diversi operatori telefonici.

Come ricorda saggiamente chi si occupa di creazione siti Roma, la normativa stabilita dall’Unione Europea entrata in vigore dal 1 luglio 2010 e le nuove regole del roaming internazionale hanno determinato una riduzione delle di bollette,permettendo al consumatore di fissare un tetto massimo personalizzato oltre il quale il servizio di roaming verrà disabilitato. In mancanza di un tetto fissato personalmente dal cliente l’UE ha stabilito un tetto massimo di 50 euro.

Le misure adottate si propongono di favorire la trasparenza dei costi. Gli operatori si adeguano e hanno iniziato quindi a lanciare internet key pensate proprio per navigare all’estero, con tariffe ad hoc.

Come connettersi a internet tramite cellulare o portatile

Per connettersi a internet quando si è all’estero bisogna farlo tramite roaming (Rintracciabilità nel territorio), dall’inglese to roam = vagare, andare in giro. Il roaming internazionale è il servizio che consente, quando ci si trova all’estero, di connettere un telefono cellulare o un computer portatile, in modo da poter fare e ricevere telefonate, inviare e ricevere sms e navigare in internet.

Quando ci troviamo al di fuori dei confini nazionali utilizziamo la rete di un altro operatore dietro pagamento di una quota. Il costo della connessione internet varia a secondo del paese in cui ci si trova.

Le compagnie telefoniche italiane hanno suddiviso il mondo in 4 zone: Le zone variano da operatore a operatore ma in linea di massima questa è la suddivisione che può modificarsi col tempo. Faccio presente che la zona 3 e 4 hanno tariffe più elevate .

Zone tariffarie “Roaming Internazionale”

Zona1: Austria, Belgio, Bulgaria, Canada, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Guernsey, Irlanda, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Slovenia, Spagna, Svizzera, Svezia, Gran Bretagna, Ungheria, USA.

Zona2: Albania, Andorra, Bielorussia, Bosnia Herzegovina, Islanda, Liechtnstein, Lituania, Macedonia, Malta, Repubblica Ceca, Repubblica Moldava, Repubblica Slovacca, Russia, Serbija, Ucraina, Yugoslavia, Croazia, Romania, Turchia.

Zona3: Hong Kong, Australia, Bangladesh, Cina, Congo, Egitto, Georgia, Ghana, India, Mauritius, Namibia, Niger, Nigeria, Filippine, Repubblica Dominicana, Seychelles, Singapore, Syria, Taiwan, Tailandia, Tunisia, Yemen.

Zona4: Antille Olandesi, Argentina, Armenia, Azerbaijan, Barhain, Belize, Benin, Brasile, Bhutan, Cambogia, Cameroun, Costa d’avorio, Cuba, Emirati Arabi, Gabon, Gambia, Giordania, Guadalupe, Guyana, Jamaica, Indonesia, Israele, Kenia, Kuwait, Laos, Maldive, Malesia, Mali, Martinica, Messico, Mongolia, Perù, Paraguay, Sierra Leone, South Africa, Sri, Tanzania, Uganda, Uzbeckistan, Vietnam, Zambia.

Ogni operatore telefonico propone diversi tipi di promozioni per connettersi a internet dall’estero. Fra le varie tipologie di offerte le più comuni sono quelle giornaliere o settimanali. Le prime sono adatte a un utente che si connette raramente, questo permette flessibilità e di pagare solo nel momento che si è connessi alla rete. Le offerte settimanali hanno validità dal momento che le attiviamo e prevedono una settimana di traffico, adatte ad utenti che devono connettersi più volte al giorno.

Considerando che le promozioni cambiano sovente vi suggerisco prima di partire di consultare i vari operatori Tim– Vodafone – Wind -Tre e di acquistare la promozione più adatta alle vostre esigenze.

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Compiti di un buon sistemista

I computer hanno velocizzato e implementato immensamente lo svolgere dei vari compiti di un ufficio e di ogni azienda. Ma forse non tutti sanno che dietro al proprio terminale si stende una complessa rete che unisce tutte le postazioni ai server centrali, che devono sostenere carichi di dati molto superiori alle capacità di un normale computer. Queste strutture informatiche sono affidate alle mani di tecnici specializzati, che si occupano di costruirle, della loro manutenzione e innovazione: i sistemisti.

Ma non sono solo questi i suoi compiti: con l’aumento costante della presenza delle tecnologie informatiche e della comunicazione all’interno delle imprese, è aumentata enormemente l’importanza di figure professionali qualificate come il sistemista IT. Il lavoro in questione non è comunque paragonabile per finezza alla lucidatura marmo a Roma, attività di prestigio portata avanti da pochi esperti artigiani in tutto il nostro paese. I sistemisti eseguono uno scambio intenso con il cliente, un’analisi basata su principi standardizzati dei processi aziendali.

Analizzano e formalizzano le gestione dei problemi e delineano alternative possibili. Specificano i requisiti per i sistemi IT da creare o da aggiornare, in vari campi di astrazione e da diversi punti di vista. Inoltre grazie alla loro consulenza un’azienda può decidere come indirizzare il proprio futuro IT. Sono perciò figure fondamentali, soprattutto all’interno di uffici dotati di moderna tecnologia informatica e di comunicazione, con postazioni video, anche direttamente presso il cliente. L’assistenza sistemistica non è un di più, ma la base per poter utilizzare appieno e nel migliore dei modi le nuove tecnologie.

Ma cosa fa un sistemista nella pratica? I compiti sono davvero moltissimi, come per esempio eseguire analisi di sistema e delineare sistemi IT idonei oppure aggiornare i sistemi IT esistenti, o analizzare i requisiti del cliente, descrivere i processi aziendali, definire i modelli richiesti per sistemi IT, create soluzioni per sistemi IT, illustrare diverse alternative di soluzione e valutarle dall’aspetto economico e tecnologico e moltissime altre cose. Purtroppo non sempre, anzi quasi mai, l’università prepara davvero i giovani ad affrontare questo tipo di problemi, colpa di programmi non aggiornati o dell’impossibilità di tenere dietro a innovazioni così rapide e frequenti. A questo scopo nasce quindi l’agenzia formativa, che si occupa di fornire corsi lunghi o brevi su tematiche pratiche ed attuali.

Le possibilità d’impiego dei giovani sistemisti che si affacciano nel mondo del lavoro sono sicuramente molteplici. Le tecnologie IT sono un terreno inesplorato per i non addetti ai lavori, il che rende necessarie queste figure: agli amministratori di reti aziendali a personale di helpdesk, da trouble-shooters a insegnanti. Unico scoglio resta, come per molti altri lavori, la poca esperienza pregressa. Si può ovviare a questo svolgendo stage e tirocini presso aziende di servizi IT che offrono le loro conoscenze in cambio di aiuti a buon prezzo.

Pozzi della Morte

In epoca medioevale macchine e strumenti di tortura ebbero grande fortuna e diffusione.

In una società pervasa da superstizioni di ogni sorta, per garantire l’ordine e la disciplina, le prigioni e le camere destinate a torturare i prigionieri divennero leggendarie, ed ogni castello che si rispettasse, anche il più piccolo, ne era dotato.

La dorsale appenninica emiliano-romagnola fu interessata in modo massiccio e diffuso dal fenomeno detto dell’incastellamento.

Per ragioni logistiche e per meglio garantirne la difesa, molti monti e colline furono deputati a luoghi ideali per edificare rocche, manieri, fortilizi, più o meno grandi castelli, destinati a resistere al tempo oltre che ai molti nemici, tanto da giungere sino ai giorni nostri.

Al loro interno, come già detto, spesso le cantine o gli ambienti sotterranei celavano le insalubri e umide segrete, destinate ad ospitare i prigionieri. Negli stessi ambienti capitava di sovente che vi venissero collocate le più disparate “macchine” utilizzate per infliggere le più atroci torture e sevizie, utili per estorcere confessioni come per dispensare le più clamorose punizioni corporali. Ovviamente poi, i corpi straziati venivano gettati via. Al giorno d’oggi vi è particolare cura per i defunti, visto che, per esempio, le onoranze funebri monte sacro svolgono un eccellente lavoro in questo senso. Si tratta di un’agenzia in grado di garantire le migliori celebrazioni per chi ci ha lasciato.

Tra questi marchingegni, tra gli altri, si affermò un po’ ovunque l’abitudine di costruire trabocchetti o botole che si aprivano sopra a delle cavità più o meno profonde terminanti in ambienti senza uscita e ricoperte di lame, rasoi, corpi contundenti acuminati.

Precipitare in questi anfratti comportava una morte terribile quanto certa, il più delle volte per dissanguamento tra sofferenze prolungate ed interminabili, con arti e costole fratturatisi nella caduta e il corpo martoriato dalle ferite da taglio.

Le leggende dei pozzi a rasoi

Leggende si rincorrono un po’ ovunque e numerose sono le testimonianze tramandate a proposito di questi “pozzi a rasoi” o “pozzi del taglio”

Limitando la nostra indagine all’Emilia Romagna abbiamo individuato tre castelli dove questi pozzi della morte sono stati perfettamente conservati ed è possibile visitarli.

Spostandoci da Ovest verso Est il primo è collocato nello svettante e caratteristico torresino del Castello di Rivalta. Per giungere alla botola che si apre sul pozzo molto profondo, i condannati erano costretti a salire una angusta scala a chiocciola, e percorrendola ci si può immaginare lo stato d’animo di quegli sventurati.

Nel piacentino vi sono tracce di altri “pozzi con le lame” anche nel castello di Zena a Carpaneto, nella torre Farnese di Bettola, nel castello Malaspina di Bobbio, nella torre del palazzo gentilizio dei Malvicini Fontana a Vicobarone, oggi residenza privata ed agriturismo.

Spostandoci nel bolognese, nella rocca di Dozza è stato trovato e recuperato durante le opere di ristrutturazione degli anni 70 un profondo “pozzo rasoio”, antico trabocchetto di difesa militare interna, oltre che strumento di pena per i colpevoli, o presunti tali, di crimini contro l’ordine costituito.

Più a sud, nel castello di Gradara, reso immortale dalle gesta di Paolo e Francesca cantate da Dante, ( Inferno Canto V 100-107) nel cunicolo fortemente inclinato che mette in comunicazione la Sala del Tribunale con la Stanza della tortura, sono tutt’ora visibili le lame di un altro terribile pozzo, concepito per inghiottire per sempre i malcapitati costretti a percorrerlo in un viaggio di sola andata.

In Romagna, la leggenda afferma che nella parte alta della Fortezza di Castrocaro (il cosiddetto Girone) ci sia un pozzo-trappola, nel quale venivano precipitati gli amanti scomodi di Caterina Sforza, la battagliera e sensuale contessa di Forlì e di Imola, unitasi in terze nozze con Giovanni de’Medici, detto “il Popolano”, cugino di Lorenzo il Magnifico.

Da quel matrimonio segreto, celebrato a Castrocaro, forse proprio nella Fortezza, nacque il celebre Giovanni dalle Bande Nere, padre del primo Granduca di Toscana, il famoso Cosimo I de’Medici.

Il pozzo, assai profondo, esiste davvero, ma è ingombro di macerie. Un documento dell’epoca ne attesta la profondità in 95 braccia fiorentine, pari a 55 metri!
Cosa ci sia in fondo al pozzo, però, rimane un mistero avvolto nella leggenda.

L’arte di Valencia tra passato e presente

Tra le molte peculiarità della città di Valencia, si registra il felice avvicendarsi di differenti forme artistiche, rintracciabili nei monumenti di ieri come tra le costruzioni avveniristiche di oggi. Il segreto del successo riscosso tra i turisti che vi accorrono, è il perfetto mix di architetture, che vanno dal lontano stile romanico alle colossali realizzazioni di Santiago Calatrava.

Sicuramente il simbolo per eccellenza di Valencia è la Cattedrale, nata sui resti di un’antica moschea. La struttura portante e gli interni della chiesa sono in un inconfondibile stile romanico, mentre le tre porte d’ingresso raffigurano altrettanti momenti dell’arte spagnola e di Valencia.

Passiamo alla Sala della Borsa, o Lonja de la Seda, l’antica sede degli scambi commerciali di Valencia. La parte esterna tradisce il periodo di costruzione e lo stile gotico fiammeggiante. Gli interni sono costituiti da alte volte affrescate, sorrette da colonne a spirale.

Non c’è cosa migliore che visitare i musei, veri punti di riferimento per chi vuol conoscere con precisione le espressioni artistiche di Valencia. Il Museo de Bellas Artes, ad esempio, vede nell’espressione artistica del Gotico il punto forte, senza trascurare le realizzazioni dei periodi successivi, fino alle soglie del XX secolo. Di eguale importanza sono il Museo Fallero, che conserva le fallas dell’omonima festa, e il Museo Nazionale della Ceramica con all’interno tutte le realizzazioni di questo prezioso materiale.

Naturalmente poi, presso la cittadina spagnola, non sono presenti solamente attrattive di questo genere ma anche qualunque tipo di negozio. Si va dagli alimentari, dove è individuabile qualunque tipo di cibo e bevanda sino, per esempio, ai ferramenta, in grado di fornire ai clienti dalle viti e ai bulloni sino agli indexing plungers. Valencia, anche sotto il punto di vista dei negozi dunque, si conferma come una delle città più interessanti non solo della Spagna ma anche di tutta la penisola iberica.

Città delle Arti e delle Scienze

Di contro, ci sono delle opere architettoniche di recente costruzione da non sottovalutare, per la grandiosità e la suggestione che suscitano. Pensiamo soltanto alla mastodontica realizzazione della Città delle Arti e delle Scienze, fiore all’occhiello delle capacità espressive di Santiago Calatrava. Non è certo da meno il Mercato Centrale, con la caratteristica progettazione che prevede l’abbinamento di ferro e vetro, come nella tradizione dei primi anni del Novecento.

Insomma, Valencia ripercorre la storia dell’arte spagnola dagli albori del secondo millennio fino ai giorni nostri: il tutto senza stonature ma con un grande arricchimento del centro urbano.

Alassio da scoprire, tutto sulla cittadina del ponente ligure

La città di Alassio è una città tutta da scoprire. Meta preferita per le vacanze di molti turisti provenienti dal nord Italia. Se questa località è rinomata per le spiagge però, ridurre tutta la sua bellezza al mare è piuttosto riduttivo.

Alassio cosa vedere dunque nella città? Per chi non vuole limitarsi ai classici stabilimenti balneari, esistono alcune interessanti alternative.

Alassio da scoprire: non solo spiaggia e mare

Innanzitutto vanno chiarite alcune informazioni su questa cittadina. Alassio è un comune con poco meno di 11.000 abitanti. Pur rimanendo un centro a vocazione balneare, non mancano altre tipologie di attrattive come:

  • il Parco Avventura Solleone, con i suoi ponti tibetani, le reti verticali e le teleferiche e che consentono ai visitatori di divertirsi stando a stretto contatto con la natura
  • il suggestivo centro storico, con i tipici caruggi liguri. Si tratta del luogo ideale per chi vuole fare shopping nello boutique o sostare in uno dei prestigiosi bar del centro
  • il celebre Muretto di Alassio, ideato da Mario Berrino e da Ernest Hemingway, un vero e proprio simbolo della cittadina ligure, riconosciuto a livello nazionale e non solo
  • gli edifici storici e di culto, interessanti per gli amanti della storia e dell’architettura come la chiesa della Madonna della Guardia o la suggestiva cappella di Punta Santa Croce
  • il lungomare, seppur stretto rispetto a quello di altri paesi rivieraschi, risulta caratteristico ed estremamente piacevole alla vista

Non solo Alassio

Va poi tenuto conto che Alassio, può risultare anche un ottimo “campo base” per esplorare il resto della riviera.

Risulta infatti molto facile raggiungere dalla cittadina stessa altre attrattive di varia natura come le Grotte di Toirano o quelle di Borgio Verezzi, così come il Parco Acquatico le Caravelle di Ceriale. La cittadina non dista troppi chilometri da un’altra città suggestiva come Sanremo, pur trovandosi questa in provincia di Imperia.

Allo stesso tempo, per chi passa più di una settimana in Liguria, può essere una buona idea spostarsi anche verso la Francia o verso Genova per visitare le tante tipiche cittadine costiere.

In alternativa, l’entroterra offre una serie di luoghi in cui mangiare piatti tipicamente liguri di alta qualità a prezzi più che onesti.

Insomma, Alassio può essere il punto di partenza di una vacanza veramente indimenticabile!

Come passano il capodanno gli italiani?

Passiamo le settimane precedenti a scervellarci, facciamo progetti, contattiamo amici… ma come passano il capodanno gli italiani?

Visti i tempi di crisi sono sempre meno le persone che optano per vacanze lunghe e dall’altra parte della terra, optando per qualcosa di più alla portata delle tasche (ormai quasi vuote). Effettivamente, gli italiani hanno modificato radicalmente le proprie abitudini quando si tratta di festeggiare l’arrivo dell’anno nuovo: si va dalle feste nelle grande città come il capodanno palazzo dei congressi 2019 a Roma, sino alle feste di quartiere (qualcuno si ricorda il 31 dicembre di Fantozzi?).

Capodanno: come passarlo?

Nonostante la tendenza sia quella di fare le nozze con i fichi secchi, non si rinuncia ugualmente a passare un paio di giorni lontani da casa e dalla routine di sempre. Le principali alternative rimangono:

  • Festa in piazza, sempre in voga e, tempo permettendo, sempre molto apprezzata. Si tratta di concerti ed eventi simili del tutto gratuiti. Cosa c’è di meglio di passare capodanno in compagnia di centinaia o migliaia di persone?
  • I cenoni ne vari locali, possono essere piuttosto costosi. Si tratta di un’opzione valida, a patto di sapere con precisione come è strutturata la serata e se può essere di gradimento.
  • Optare per la discoteca o per eventi simili, al pari del cenone, può essere costoso. Ciò non vuol dire che non sia fattibile, anzi, cercando attentamente cosa avviene.
  • Le feste casalinghe tra amici, sono una soluzione economica ma che dipende molto dal tipo di compagnia che si ha: con gli amici giusti, può essere la soluzione migliore.

Naturalmente le soluzioni sono molteplici e, rimanere da soli davanti alla tv non è che l’ultima spiaggia. Non ci sono scuse: a prescindere dall’umore e dalla disponibilità economica, si può (o meglio, si deve) passare un veglione degno di tale nome!

Cosa fare nel fine settimana a Roma?

Anche se si è a Roma per questioni di studio, i weekend liberi lasciano ampio spazio al tempo libero. Come è facile comprendere, la capitale offre una gran serie di sbocchi per quanto riguarda giovani alla ricerca di un po’ di sano divertimento durante il fine settimana: dalle discoteche più alla moda, passando per i discopub sino ai più classici e tranquilli pub.

Grazie al gran numero di abitanti che affollano la metropoli in questione, l’offerta di locali è piuttosto ampia e va a coprire pressoché ogni tipo di cliente.

Fine settimana a Roma? Ecco le numerose possibilità

Per non rimanere disorientato dalla vasta scelta, il primo passo da compiere è decidere che verso che genere di attività ti vuoi orientare: se sei un single e sei alla ricerca dell’anima gemella, puoi approfittare di diversi eventi che si svolgono nella capitale come quelli che trovi alla pagina eventi per single Roma e provincia del sito Supereventi. In questo modo potrai facilmente fare conoscenza con ragazze e ragazzi anch’essi alla ricerca dell’anima gemella. In alternativa puoi buttarti nella mischia, andando in una delle tantissime discoteche della zona.

Se non ti piace il caos o se sei già impegnato sentimentalmente, non mancano comunque locali più tranquilli come i pub, dove magari puoi passare un paio di ore in relax guardando la partita della tua squadra del cuore per staccare dopo una settimana di studio intenso. Discorso simile si può fare per ristoranti o paninoteche, giusto perché riempirsi lo stomaco con qualche prelibatezza può sempre fare piacere.

Messi da parte i libri e pensieri, è possibile partecipare poi a una serie di eventi, fiere e manifestazioni davvero impressionanti. Effettivamente, per uno studente che giunge dalla provincia, tutta questa offerta può essere quasi disorientante: di sicuro, a Roma non c’è che l’imbarazzo della scelta quando si vuole passare qualche ora spensierata!

Studiare in Cina: un’esperienza indimenticabile

Studiare in Cina può essere un’esperienza capace di arricchire notevolmente uno studente. Non stiamo parlando semplicemente della cultura o della visita di attrattive turistiche come la Città Proibita o la Grande Muraglia, ma anche e soprattutto di uno stile di vita estremamente diverso da quello occidentale.

Spostarsi in bicicletta per le vie di Pechino o pranzare da Dicos vuol dire vivere come un cinese e respirare a pieni polmoni dell’atmosfera che avvolge questa nazione così grande e importante, ma al contempo che percepiamo sempre come molto distante.

Una vacanza-studio in Cina? Ideale per conoscere una lingua molto particolare

In virtù di un mercato interessante come quello cinese, scegliere la Cina come obiettivo dei propri studi può essere realmente vantaggioso anche in termini linguistici: che si tratti di ambiti commerciali o di traduzioni, non sono molti gli interpreti capaci di sentirsi a proprio agio sia con il cinese che con la lingua di Dante.

Al di là degli ideogrammi, piuttosto complessi da imparare per un occidentale, i cinesi sono un popolo di infaticabili lavoratori, orgogliosi e gentili verso i turisti e gli studenti che giungono nella loro nazione.

Problema inquinamento

Ma andiamo ad analizzare il principale contro di chi vuole studiare in Cina. Soprattutto nei pressi della capitale o comunque delle metropoli, l’inquinamento è assolutamente fuori controllo. Anche per gli standard di una grande città italiana, i livelli di smog raggiunti nelle strade di Pechino risultano ingestibili.

Di contro, le stesse strade offrono una serie di esperienze uniche nel loro genere: dai negozietti tipici, sino a Dicos sopra menzionata, (l’alternativa cinese ai più occidentali MacDonald’s qui la pagina Dicos TripAdvisor) e tante altre piccole peculiarità uniche di questo paese.

In conclusione

A grandi linee consiglio di studiare in Cina soprattutto alle persone che apprezzano già a prescindere la cultura orientale e che vogliono imparare una lingua capace di aprire nuove ed entusiasmanti percorsi lavorativi. Naturalmente descrivere una nazione così vasta è difficile (tra le più grandi città ai piccoli villaggi rurali la differenza è abissale) e, proprio per questo motivo, esplorare e scoprire la Cina può essere un’avventura straordinaria!

Web agency: perché il portfolio non è sempre attendibile?

Per un vasto numero di attività in rete (e non solo) il portfolio è una metrica tenuta in grande considerazione. Effettivamente dai lavori precedenti di un professionista, si può intuire con un certo margine di sicurezza, se il suo lavoro è valido e se le sue collaborazioni vanno a rafforzare l’idea creatasi con altri importanti mezzi come il passa parola o i più classici curriculum (o profilo LinkedIn).

Se parliamo di Web agency, il concetto non cambia: sono diversi i siti che mostrano un affollato portfolio, mostrando con orgoglio le proprie chiavi posizionate: conquistare una serp e guardare tutti dall’altro in basso è un traguardo che, seppur non finale, risulta ambito e appagante per il professionista. Può però bastare ciò per provare la bontà di chi lavora in questo ambito? Decisamente no!

Posizionare keyword con poco (o nullo) valore è estremamente facile

Quando si tratta di parole chiave infatti, esistono diversi professionisti del settore che mostrano con orgoglio i propri risultati in serp. Nella realtà però, raggiungere i vertici di Google per keyword poco competitive non è poi un merito così grande: effettuare il posizionare siti web per parole chiave con scarsa concorrenza è infatti facile e alla portata di chiunque abbia conoscenze minime in questo settore.

Sfruttare long tail estremamente specifiche per potersi piazzare in prima posizione, risulta un’attività che chiunque, con un paio di libri anche blandi a tema SEO, possono affrontare con relativa facilità.

La geolocalizzazione delle keyword, un altro fattore di difficoltà da non sottovalutare

Per quanto riguarda l’ambito SEO locale, il discorso è molto simile: se infatti vuoi posizionare un sito web in una località di provincia del tipo “Ristorante + nome paese” non avrai una concorrenza spietata come incontreresti logicamente con il  posizionamento SEO roma per un’attività simile. In questo senso, vale molto di più ad esempio, una terza posizione in un ambito come la capitale che una prima in un paesino sperduto nel nulla…

La prima posizione sui motori di ricerca non è un traguardo, ma solo un’importante tappa verso il successo

Al di là dei ragionamenti riguardo il portfolio delle Web agency, questo concetto dovrebbe essere ben chiaro a chiunque vuole ritagliarsi un proprio spazio e una buona dose di visibilità in rete. Per poter avere successo (e introiti) sulla rete, la visibilità deve sempre essere comunque finalizzata alla conversione o alla monetizzazione delle visite: ottenere un sacco di utenti sul proprio sito senza poi poter vendere nulla, vanifica tutto il lavoro in ambito SEO.

Formazione per i giovani: scuole e università non bastano più

Fino a solo un paio di decenni fa, bastava compiere la trafila delle scuole sino a giungere alla tanto sospirata laurea, per vedersi aprire di fronte numerose e soddisfacenti opportunità lavorative.

Al giorno d’oggi, la situazione si è decisamente complicata. Al di là di ciò che può significare la crisi, il mondo del lavoro è ormai improntato su un dinamismo spesso disorientante, nel quale pochi si muovono con certa disinvoltura.

In alcuni casi per esempio, il caro e vecchio curriculum cartaceo è stato sostituito da LinkedIn, un social totalmente improntato agli ambienti lavorativi del settore manageriale e informatico (ma non solo).

Una volta ottenuto il titolo di studio è solo l’inizio di un lungo percorso…

Tutto è cambiato divenendo più complesso, ma al contempo premiando anche chi ha voglia di migliorarsi e studiare oltre il lineare percorso scolastico.

Nell’ambito informatico per esempio (ma non solo), è ormai impensabile finire l’università e “sedersi sugli allori”: esistono un’infinità di corsi, master, eventi formativi e tante altre iniziative a cui bisogna partecipare prima di poter anche solo sperare di trovare lavoro.

Un percorso che premia l’iniziativa e che, talvolta giustamente, sminuisce i titoli di studio di fronte alle capacità di apprendimento personali.

Adesso che strada intraprendo?

Una volta terminato il percorso scolastico non esistono direttive particolari. C’è chi predilige il Master per questioni sia formativi che di curriculum, chi va a scovare il più piccolo e sconosciuto evento che parla di un determinato settore: le vie della formazione sono infinite!

Il concetto di lavoro in questa epoca, d’altronde, è infinitamente diverso rispetto al passato e consente di muoversi multi direzionalmente all’interno di questo mondo.

Le parole chiave sono interessarsi e informarsi

Con lo strumento straordinario che è internet, al giorno d’oggi è possibile interessarsi e informarsi in tempo reale per avere una panoramica completa delle opportunità formative presenti nel nostro paese.

Vi sono persone, nella maggior parte dei casi si tratta di nomadi digitali, che grazie al loro status possono seguire quasi permanentemente ogni tipo di evento o raduno riguardante il tema di loro interesse.

Naturalmente si tratta di una vita molto particolare, che consente però di vivere profondamente la propria realtà lavorativa, trasformandola in una parte reale e consistente della propria esistenza.

La curiosità e la voglia di migliorarsi poi, fanno decisamente il resto: chi pensa di poter fare l’impiegato statico e sedentario al giorno d’oggi, probabilmente non ha un futuro radioso nel mondo del lavoro.